Europa ha mostrato come sviluppare il proprio processore server basato su RISC‑V durante l'Intel 3.

Europa ha mostrato come sviluppare il proprio processore server basato su RISC‑V durante l'Intel 3.

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Riduzione della dipendenza dalle importazioni in Europa: un nuovo esperimento con RISC‑V

Gli ingegneri europei del Centro di Supercomputer di Barcellona (BSC‑CNS) hanno confermato che i loro processori server TC1 basati sull'architettura aperta RISC‑V funzionano correttamente. I processori sono realizzati con la tecnologia Intel 3, il che consente loro di uscire dalla dipendenza dalle catene di approvvigionamento asiatiche e dalle piattaforme proprietarie.

Cosa è stato fatto
- Obiettivo – creare un chip server completamente indipendente dai “grandi” produttori (Intel, AMD) e da TSMC taiwanese.

- Implementazione – i sviluppatori hanno sostituito una dipendenza con un'altra: invece di produrre autonomamente i processori, hanno ordinato un lotto sperimentale da Intel.

Dettagli tecnici
Parametro | Valore | Note
---|---|---
Processo tecnologico | Intel 3 (non all’avanguardia, ma adatto a progetti piccoli) |
Dimensione del chip | 15,2 mm² |
Area del core CPU | 3,2 mm² |
Frequenza | circa 1,25 GHz (superiore alla dichiarata) |
Supporto interfacce | PCI Express 5.0, DDR5 |
Architettura a tre parti | *Sargantana*, *Lagarto Ka* e *Lagarto Ox*

A maggio dello scorso anno i primi campioni TC1 hanno già permesso di avviare Linux sulla piattaforma Intel Hawk Canyon V2.

Perché è importante
- Dipendenza dalle importazioni – gli sviluppatori europei devono ridurre la dipendenza dai fornitori americani e asiatici.

- Economia – ordinare piccoli lotti da Intel può migliorare la loro situazione finanziaria e dimostrare la fattibilità di tecnologie alternative.

- Scalabilità – BSC‑CNS non prevede una produzione di massa, ma l’esperimento dimostra che l’idea è possibile.

Conclusione
I processori TC1 dimostrano che l'architettura aperta RISC‑V e le soluzioni tecnologiche accessibili permettono alle aziende europee di sviluppare la propria infrastruttura critica senza legarsi a grandi corporazioni. Questo potrebbe diventare un punto di partenza per ulteriori tentativi di portare i propri chip sul mercato e rafforzare l’indipendenza dalle catene di approvvigionamento esterne.

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