Gli Stati Uniti introdurranno restrizioni sull’acquisto di alcuni semiconduttori cinesi per uso governativo
Gli Stati Uniti intensificano il controllo sull’importazione di semiconduttori dalla Cina
*Business Korea* riferisce che i tentativi delle aziende cinesi di ottenere autorizzazioni per l’esportazione di semiconduttori in Cina continuano, ma si trovano a fronteggiare un rafforzamento del controllo da parte delle autorità americane.
A partire da dicembre dell’anno prossimo (2027), i governi degli Stati Uniti vieteranno l’acquisto di determinati chip e componenti da produttori cinesi per scopi governativi.
Chi impone le restrizioni
- Il Federal Acquisition Regulation Board (FAR) – organismo che regola il mercato degli ordini pubblici, con un volume annuo di circa 850 miliardi di dollari.
- Il FAR ha già esercitato i suoi poteri sui fornitori cinesi.
Cosa sarà vietato
Dal 23 dicembre 2027 entreranno in vigore le restrizioni su:
| Azienda | Tipo di prodotto | Nota |
|---|---|---|
| SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corp.) | Componenti e prodotti finiti a semiconduttori | Il più grande produttore di chip per contratto in Cina; ha servito Qualcomm. Sotto sanzioni statunitensi da diversi anni. |
| CXMT (China Memory Technologies) | Memoria ad accesso casuale dinamico (DRAM) | Leader del mercato cinese della memoria. |
| YMTC (Yangtze Memory Technologies Co.) | Memoria NAND e HBM | Uno dei principali produttori di NAND al mondo, in sviluppo attivo di HBM per l’intelligenza artificiale. |
Perché è importante
- La carenza di chip di memoria ha costretto i produttori elettronici americani (Apple, Dell) a cercare fornitori in Cina.
- I regolatori statunitensi considerano questi acquisti un rischio per la sicurezza nazionale:
- Non si vuole dipendere dai componenti cinesi per i sistemi governativi.
- La questione non riguarda tanto il software spionistico quanto il controllo sulle tecnologie critiche.
Conclusioni
Le nuove restrizioni entreranno in vigore il 23 dicembre 2027 e interesseranno le principali aziende cinesi, i cui prodotti sono attualmente richiesti sul mercato americano. È un passo degli Stati Uniti per ridurre la dipendenza dalla Cina nel settore delle alte tecnologie e rafforzare la sicurezza nazionale.
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