Il Giappone invita SK Hynix e Samsung a costruire fabbriche di produzione di memoria, offrendo grandi sussidi, ma finora senza risultati.
Come la Giappone attira i produttori mondiali di microchip
Nel 2024 il primo stabilimento TSMC in Giappone è diventato un esempio brillante di collaborazione riuscita tra il gigante cinese e le autorità locali: non solo hanno fornito generose sovvenzioni, ma hanno anche accelerato la risoluzione di tutte le questioni burocratiche. Questo ha servito da modello positivo per i funzionari giapponesi, che da anni cercano di attirare i principali produttori mondiali di memoria nel paese.
1 – Produzione di memoria in Giappone
Nel territorio del paese viene effettivamente prodotta la memoria:
* Micron Technology – possiede gli stabilimenti ex Elpida (fallito nel 2012) e produce DRAM;
* Kioxia – utilizza le strutture storicamente appartenute a Toshiba per la produzione di massa di NAND.
Tuttavia, le autorità giapponesi fanno spesso notare ai giganti coreani SK Hynix e Samsung Electronics il desiderio di vederli stabilire i loro impianti sull'isola. A volte nei media emergono voci su piani delle aziende per investire più di 12 miliardi di dollari in Giappone, ma entrambe le corporazioni negano ufficialmente tali dichiarazioni.
2 – Dove si trovano attualmente i maggiori stabilimenti
I più grandi impianti di memoria di SK Hynix e Samsung Electronics sono situati in Cina, non in Corea del Sud. Ciò rende il settore vulnerabile: in caso di blocco degli impianti cinesi potrebbero verificarsi gravi interruzioni nella catena globale di produzione dei semiconduttori.
3 – Perché la Giappone offre un affare vantaggioso
* Vantaggio economico – costruire memoria in Giappone richiederà circa il doppio delle risorse di capitale rispetto alla Corea del Sud.
* Supporto politico‑amministrativo – le autorità giapponesi offrono significative sovvenzioni infrastrutturali e finanziarie. Tali misure sono già state fornite a TSMC, Micron e Kioxia.
4 – Problema dei barriere politiche
Nonostante l’attrattiva economica, SK Hynix e Samsung Electronics rifiutano di costruire stabilimenti in Giappone. La principale causa rimane la politica: le aziende temono possibili conflitti di interesse con i governi del paese e della regione.
Conclusione:
La Giappone attira con successo investitori stranieri nel settore dei microchip, ma finora non è riuscita a convincere i principali produttori coreani di memoria a trasferirsi sul suo territorio. Le sfumature politiche continuano a impedire la localizzazione della produzione anche in presenza di notevoli vantaggi economici.
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