Il team sudcoreano ha sviluppato una stampa di microbot in quattro giorni a partire dai rifiuti di zolfo, che possono essere spostati e riciclati
Breve notizia
Gli scienziati coreani hanno creato la prima tecnologia di stampa 4‑D al mondo, che trasforma i rifiuti industriali della raffinazione del petrolio – principalmente zolfo – in materiali per robotica flessibile. Questa soluzione risolve contemporaneamente tre problemi: smaltimento dei residui pericolosi, ricerca di materie prime adatte ai robot e riciclo dopo l'uso.
Che cos’è?
- La stampa 4‑D differisce dalla tradizionale 3‑D perché nel processo di modellazione viene considerato il “tempo” – cioè gli oggetti possono cambiare forma autonomamente sotto l’influenza di fattori esterni (calore, luce, campi elettromagnetici).
- In questo caso lo zolfo è trasformato in polimeri PSNs (poly(phenylene polysulfide)), che hanno memoria di forma e reagiscono a temperatura, luce o campo magnetico.
Come funziona la tecnologia
1. Stampa: si creano microrobot di dimensioni appena oltre 1 cm.
2. Forma e movimento: al riscaldamento o all’illuminazione si deformano secondo la memoria di forma impostata; l’aggiunta di circa il 20 % di polvere magnetica permette di controllarli in un campo magnetico.
3. Assemblaggio: i componenti vengono collegati con laser infrarosso, senza giunzioni – semplicemente fondendosi in una struttura solida.
Gli scienziati hanno già realizzato un modello del Tempio della Sagrada Família con questa tecnologia.
Perché è importante
- Ecologia. I rifiuti diventano materiale utile; dopo l’uso dei robot possono essere completamente fusi e riutilizzati senza perdita di proprietà.
- Versatilità. I robot possono muoversi in zone difficili, consegnare farmaci all’interno del corpo e svolgere molteplici compiti.
- Riduzione dei costi. Non è necessario avere motori o alimentazione continua, e si risolvono i problemi di resistenza dei robot flessibili tradizionali.
Sostegno
Il finanziamento per la ricerca è stato fornito dalle forze armate statunitensi, interessate allo sviluppo della robotica flessibile.
Così questa tecnologia unisce la soluzione di un problema ambientale alla creazione di nuove opportunità per la robotica e potenzialmente apre la strada a un ciclo produttivo completamente chiuso.
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