L'impronta termica dei data center che alimentano l'IA è già evidente nel clima – finora solo nelle vicinanze, ma percepibile per le zone circostanti
Cosa dicono gli scienziati di Cambridge sugli “isole termiche” dei data center
1. Principali conclusioni della ricerca
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha pubblicato un lavoro che mostra come i grandi centri di elaborazione dati (data center) creino un effetto termico notevole nell’ambiente circostante.
- Aumento di temperatura: dopo l’avvio del data center la temperatura della superficie terrestre aumentava da 0,3 °C a 9,1 °C, con una media di 1,5–2,4 °C.
- Raggio d’influenza: l’effetto era osservabile fino a 10 km; dopo 7 km l’intensità diminuiva del 30 %. A 4,5 km la temperatura medio-mensile aumentava di circa 1 °C – paragonabile alle isole termiche delle grandi città.
2. Perché è importante
I data center crescono in un contesto di rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA). Secondo gli autori:
- Scala di crescita: entro il 2030 il consumo energetico dei data center potrebbe più che raddoppiare, superando la capacità energetica totale di tutte le infrastrutture produttive in 3–5 anni.
- Impulso economico: le spese degli hyperscaler per l’infrastruttura sono triplicate negli ultimi tre anni; la potenza consumata è aumentata del 170 % nel trimestre più recente.
Di conseguenza gli autori avvertono di un potenziale impatto significativo dei data center sul clima e sull’infrastruttura pubblica. La dottoressa Andrea Marino, responsabile della ricerca, sottolinea la necessità di progettare i centri dati con cautela.
3. Conseguenze ecologiche
La maggior parte delle “fabbriche IA” dipende attualmente dal combustibile fossile:
- L’esplosione dell’addestramento e dell’applicazione dell’IA porta a un aumento delle emissioni di CO₂.
- Negli Stati Uniti il numero di progetti di centrali a gas è aumentato quasi triplo lo scorso anno; la domanda di energia dei data center favorisce il ritorno delle centrali a carbone e la costruzione di EPR.
L’effetto “isola termica” potrebbe interessare fino a 343 milioni di persone in tutto il mondo, aumentando la pressione sulle reti energetiche, sui servizi sociali e sulla sanità. Tuttavia i progressi tecnologici nell’efficienza energetica potrebbero mitigare questo effetto.
4. Critica alla ricerca
Il direttore scientifico senior di Omdia Vlad Galabov ha espresso scetticismo:
- Valutazione della scala: il lavoro è un’analisi preliminare che non ha ancora superato una verifica indipendente.
- Valutazione fisica: secondo lui, anche i grandi data center contribuiscono con solo un piccolo flusso termico su un raggio di chilometri; la maggior parte dell’effetto osservato è probabilmente dovuta a cambiamenti nell’uso del suolo e nella copertura vegetale, non ai calcoli IA stessi.
In sintesi:
- I grandi data center creano “isole termiche”, aumentando la temperatura entro 10 km.
- La loro crescita è strettamente legata allo sviluppo dell’IA e potrebbe superare il consumo di tutte le infrastrutture produttive entro il 2030.
- L’effetto ha un potenziale impatto su milioni di persone, ma la sua scala e natura rimangono oggetto di dibattito tra gli esperti.
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