OpenAI è accusata di plagio: l'enciclopedia britannica avvia un procedimento legale dopo che ChatGPT ha riprodotto quasi integralmente i suoi materiali
Battaglia legale: “Enciclopedia Britannica” e Merriam‑Webster hanno intentato una causa contro OpenAI
*Breve sintesi del caso*
- I promotori sono “Enciclopedia Britannica” (Encyclopedia Britannica) e l’editore Merriam‑Webster.
- Richiesta: risarcimento per l’utilizzo illecito dei loro contenuti protetti da copyright nell’addestramento dell’IA, oltre alla cessazione della pubblicazione di risposte che “riproducono sostanzialmente” i testi originali.
*Precisamente cosa viene accusato*
1. Copia illecita
Nel reclamo si sostiene che OpenAI abbia usato ripetutamente materiali dell’enciclopedia senza autorizzazione. GPT‑4 ha “memorizzato” frammenti significativi e ora fornisce copie quasi letterali in risposta alle richieste.
2. Esempi di corrispondenza
Il documento legale presenta paralleli tra le risposte dei modelli OpenAI e i testi dell’enciclopedia, dove intere sezioni coincidono parola per parola.
3. Furto di traffico
L’enciclopedia accusa l’azienda di “togliere” gli utenti: le risposte dell’IA sostituiscono l'accesso diretto al suo sito web, competendo così con il motore di ricerca tradizionale.
*Contesto e casi precedenti*
- Non è la prima causa contro OpenAI. Un gruppo di editori ha già presentato diverse istanze negli ultimi anni.
- In passato The New York Times ha avviato una procedura, accusando l’azienda di copiare massivamente i propri articoli.
- A settembre Anthropic ha risolto un'azione collettiva per violazioni del copyright su libri, pagando agli autori 1,5 mila milioni di dollari.
*Conclusione*
Le controversie giudiziarie mostrano una crescente tensione tra gli sviluppatori di IA e i titolari dei diritti. La questione rimane aperta: OpenAI riuscirà a dimostrare la legittimità dell’uso di grandi quantità di testi per l’addestramento dei suoi modelli, o il caso si concluderà con un ulteriore accordo?
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