SpaceX partecipa a una gara chiusa del Pentagono per lo sviluppo di IA per droni controllati vocalmente in sciami.
Nuove possibilità per i droni: SpaceX e xAI partecipano al concorso del Pentagono
I conflitti militari degli ultimi anni hanno dimostrato quanto siano diventati importanti gli aeromobili senza pilota (UAV) di varie tipologie. Una delle direzioni più discussi è la creazione di “ruote” di droni, capaci di attaccare autonomamente obiettivi selezionati sul campo di battaglia.
Chi partecipa?
Elon Musk e le sue aziende – SpaceX e lo spin-off AI xAI – hanno annunciato l’intenzione di partecipare al concorso del Pentagono per lo sviluppo di tecnologie di controllo vocale di una flotta di droni da combattimento.
Come si presenta?
* In gennaio il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (MOD) ha aperto un bando con un premio di 100 mila dollari per la tecnologia che consenta di controllare una flotta di droni tramite comandi vocali.
* Il concorso dura sei mesi e si svolge in diverse fasi, dalla progettazione del software al test. Il vincitore finale sarà scelto sulla base dei risultati del concorso e avrà il diritto di implementare il proprio sistema.
* Un punto importante è che la tecnologia deve avere un carattere chiaramente offensivo.
Perché è importante per SpaceX e xAI?
xAI ha recentemente iniziato a assumere ingegneri con accesso a informazioni segrete e ultra-segrete, per lavorare direttamente con clienti federali, tra cui il MOD. L’azienda ha già firmato un contratto di 200 mila dollari con il Pentagono che prevede l’integrazione del chatbot Grok nei sistemi militari.
SpaceX, invece, fornisce da tempo satelliti militari e altri carichi nello spazio per il Dipartimento della Difesa.
Posizioni contrastanti di Elon Musk
Musk ha più volte affermato un divieto su sistemi d’arma completamente autonomi che possono scegliere obiettivi senza intervento umano. Tuttavia, la partecipazione delle sue aziende al concorso del Pentagono dimostra la volontà di esplorare e sviluppare solo il software per il controllo dei droni, non l’autonomia completa.
Ruolo di OpenAI
OpenAI sostiene uno dei potenziali appaltatori del Pentagono, ma si limita alla traduzione dei comandi vocali in formato digitale. Nel progetto non controlleranno direttamente la flotta di droni. Altri partecipanti al concorso utilizzano anche codici open source delle soluzioni di OpenAI.
Resistenza all’interno dell’esercito
Alcuni esperti militari sono contrari all’introduzione dell’IA nel controllo delle armi, sostenendo che il ruolo dell’IA debba essere limitato solo alla traduzione dei comandi vocali in segnali digitali. Ritengono che l’IA sia incline a errori e “allucinazioni”, soprattutto in situazioni critiche.
Storia di conflitti con l’IA
Nel 2018 Google lavorava su un sistema di analisi video ricevuto dai droni militari tramite IA. Ciò ha suscitato proteste da parte di alcuni specialisti della sicurezza, che temevano possibili errori nelle decisioni sul campo di battaglia.
Pertanto, la partecipazione di SpaceX e xAI al concorso del Pentagono sottolinea l’interesse crescente per i sistemi autonomi di controllo degli UAV, ma rimane il dibattito sulla misura della loro autonomia e sulla responsabilità delle decisioni prese dai robot militari.
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