TSMC prevede di aprire un impianto per la produzione di microchip da 3 nanometri in Giappone entro il 2028
TSMC prevede di avviare la produzione di chip da 3 nm in Giappone tramite JASM
All’inizio di febbraio è emerso che TSMC intende stabilire la produzione di microchip da 3 nanometri sul territorio giapponese grazie alla sua joint venture – Japan Advanced Semiconductor Manufacturing (JASM).
* Tempistiche di avvio
- Per la produzione di chip da 4 nm l’azienda prevedeva di iniziare in Giappone entro fine 2027.
- Il passaggio a un processo più sottile da 3 nm sposta queste tempistiche al 2028, come riportato da Reuters.
* Conferma dei piani
- Le precisazioni sono state confermate dopo che TSMC ha presentato una richiesta ufficiale in Taiwan. Qualsiasi progetto di esportazione di prodotti ad alta tecnologia dall’isola richiede l’approvazione delle autorità locali, e questa dichiarazione è stata un passo chiave nel processo di approvazione.
* Dettagli tecnici
- La nuova produzione sarà collocata nella seconda fabbrica JASM, attualmente in fase di costruzione.
- Una volta avviata, l’impianto potrà elaborare fino a 15 000 wafer da 300 mm al mese utilizzando chip da 3 nm.
* Aspetto finanziario
- Si prevede che la costruzione del secondo sito richiederà investimenti fino a 17 miliardi di dollari statunitensi. Al momento della pubblicazione non sono disponibili cifre ufficiali, ma si presume che le autorità giapponesi offriranno sovvenzioni per coprire parte delle spese.
- In combinazione con la prima fabbrica già operativa di JASM, l’intero sostegno da parte del Giappone potrebbe raggiungere un livello record di 7,9 miliardi di dollari.
* Contesto strategico
- L’azienda giapponese Rapidus prevede di sviluppare la produzione non solo di chip da 2 nm ma anche di versioni più avanzate da 1,4 nm. Pertanto lo sviluppo di TSMC in questa direzione deve essere allineato con le priorità nazionali del paese.
Di conseguenza, TSMC intende espandere la propria base tecnologica in Giappone introducendo processi di produzione più sottili per i chip, ma ciò richiederà sia investimenti significativi che il supporto delle autorità giapponesi.
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