Il tribunale cinese vieta il licenziamento dei dipendenti per sostituirli con l'intelligenza artificiale
Un tribunale cinese ha vietato il licenziamento di un dipendente per sostituirlo con intelligenza artificiale
Cosa è successo
- Azienda: una società tecnologica sconosciuta nell’estremo est della Cina.
- Dipendente: Zhou, specialista del controllo qualità che verificava l’accuratezza delle risposte dei grandi modelli linguistici.
- Motivo del licenziamento: dopo che l’IA aveva iniziato a svolgere le sue mansioni, l’azienda
- lo ha retrocesso di grado;
- gli ha proposto una riduzione salariale del 40 %;
- si è rifiutata di assegnargli un’altra posizione.
Alla fine l’impresa ha licenziato Zhou e ha giustificato la decisione con un “ridimensionamento” dovuto all’implementazione dell’IA.
Decisione del tribunale
1. Il licenziamento è illecito
Il giudice ha osservato che le motivazioni fornite dall’azienda (riduzione del personale, difficoltà operative) non rientrano tra le “circostanze sfavorevoli” e non rendono impossibile la prosecuzione del contratto di lavoro.
2. Conclusione legale
Un licenziamento unilaterale o una riduzione salariale a causa dell’avanzamento tecnologico è vietato.
3. Risultato
Il tribunale di primo grado ha emesso sentenza favorevole a Zhou; la corte d’appello l’ha confermata e ha ordinato all’azienda di pagare un’indennità.
Contesto
- Nel dicembre dello scorso anno era già stata presa una decisione simile: il contratto di una società cartografica con un dipendente è stato rescindito per l’introduzione dell’IA, ma tale decisione è stata ritenuta inappropriata.
- Il governo cinese mira a stabilizzare il mercato del lavoro e allo stesso tempo a mantenere la leadership nella corsa globale alle tecnologie AI.
Conclusione:
I tribunali cinesi confermano il principio secondo cui il progresso tecnologico non può costituire motivo di licenziamento senza rispettare le procedure legali. Questa decisione sottolinea l’equilibrio tra modernizzazione e protezione dei diritti dei lavoratori.
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