Kaspersky ha scoperto una vulnerabilità hardware nei chip Qualcomm Snapdragon
Kaspersky ha scoperto una vulnerabilità hardware nei chipset Qualcomm Snapdragon
Al convegno Black Hat Asia 2026, il team “Laboratori Kaspersky” ha presentato una ricerca in cui è stata individuata un errore critico nella catena di avvio affidabile dei processori Qualcomm. La vulnerabilità consente, con accesso fisico al dispositivo, di installare backdoor nel kernel delle applicazioni e di controllare completamente il sistema.
Cosa è stato trovato
* Obiettivo – protocollo Qualcomm Sahara, utilizzato per mettere i dispositivi in modalità Emergency Download Mode (EDL).
Questa modalità viene usata per la riparazione e il reflashing: carica il firmware prima dell’avvio del sistema operativo.
* Problema – durante l’EDL si interrompe la catena di fiducia, aprendo la via all’iniezione di codice malevolo nel processore.
* Ampiezza dell’impatto – sedici serie di chipset:
* MDM9x07, MDM9x45, MDM9x65
* MSM8909, MSM8916, MSM8952
* SDX50
Inoltre il rischio potrebbe estendersi ad altri vendor che utilizzano piattaforme simili.
* Identificatore – CVE‑2026‑25262. Qualcomm è stata avvisata del problema a marzo dello scorso anno e l’ha confermato ad aprile.
Come avviene l’attacco
1. Accesso fisico – l’aggressore collega il dispositivo al proprio hardware tramite cavo.
2. Su smartphone moderni, è necessario mettere il telefono in modalità EDL (spesso si può fare con una combinazione di tasti).
3. Se il dispositivo viene collegato a porte USB non affidabili (caricatori negli aeroporti, hotel ecc.) il rischio aumenta – anche senza intervento manuale.
* Tempo – pochi minuti sono sufficienti per inserire il codice malevolo.
* La minaccia è rilevante non solo durante l’uso, ma anche in fase di riparazione o consegna: il dispositivo può arrivare all'utente già compromesso.
Cosa possono ottenere gli aggressori
* Accesso a dati personali, alla fotocamera e al microfono.
* In alcuni scenari, controllo completo del dispositivo (inclusa la possibilità di raccogliere informazioni in modo nascosto).
L’esperto Kaspersky, Sergey Anufrienko, ha osservato: “Il malware installato in questo modo è difficile da rilevare e rimuovere. Può operare in background per lungo tempo, e il sistema a volte simula un riavvio senza spegnersi effettivamente. Per garantire la pulizia, è necessario disconnettere completamente l’alimentazione – ad esempio, attendere che la batteria si scarichi.”
Limitazioni dell’attacco
* L’accesso fisico tramite cavo rende il vettore di attacco ristretto: si tratta di operazioni mirate, non di infezioni di massa via internet.
* La vulnerabilità riguarda chipset obsoleti e la maggior parte dei moderni smartphone flagship rimane fuori dal rischio.
Come chiudere la breccia
Al momento solo Qualcomm o i produttori di dispositivi (Samsung, Xiaomi e altri) possono risolvere completamente il problema rilasciando un aggiornamento del firmware BootROM. Fino a quando tali patch non saranno disponibili, gli utenti dovrebbero limitare l’accesso fisico ai propri dispositivi ed evitare di collegarli a porte USB sconosciute.
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