Nuova recensione di "Mouse: P.I. For Hire" — un Doom in bianco e nero sui topi

Nuova recensione di "Mouse: P.I. For Hire" — un Doom in bianco e nero sui topi

19 hardware

Requisiti tecnici

Parametro Minimo Raccomandato Processore Intel Core i5‑9500 (3,0 GHz) / AMD Ryzen 5 3400G (3,7 GHz)Intel Core i5‑9600 (3,1 GHz) / AMD Ryzen 5 3600 (3,6 GHz)RAM 12 GB 16 GBScheda grafica DirectX 12; 6–8 GB di memoria (NVIDIA GeForce GTX 1060 / AMD Radeon RX 580)DirectX 12; 8–12 GB di memoria (NVIDIA GeForce RTX 3060 / AMD Radeon RX 7600)Hard disk 11 GB di spazio libero – Il gioco è stato lanciato su PlayStation 5.

Mouse: P.I. For Hire
Cosa attira l’attenzione?
Immediatamente dopo il primo sguardo al trailer “Mouse: P.I. For Hire” i giocatori si interessano. È un cartone animato interattivo nello stile delle classiche animazioni Disney, ma con elementi di sparatutto e avventura noir. Il ruolo principale è doppiato da Troy Baker. Su Steam il progetto ha raccolto oltre un milione e mezzo di desideranti, e molti si chiedevano se nel gioco ci fosse qualcosa di più di uno stile visivo attraente? Si è scoperto che le preoccupazioni erano infondate.

Grafica
Il gioco è realizzato nello stile “rubber‑hose animation”. In questo approccio personaggi e oggetti hanno curve morbide: ginocchia, gomiti, dita appaiono flessibili, come se fossero fatti di gomma. Ricorda i cartoni degli anni ’20 – Mickey Mouse in “The Wally Gator”, il coniglio Oswald e il marinaio Popeye.

* Personaggi – dal detective principale ai passanti nelle strade di Mouseburg.
* Oggetti – monete, poster‑affissioni, porte che si piegano all’apertura con la zampa.
* Luce e contorno – tonalità vivaci e sottili linee nere evidenziano gli elementi interattivi sullo sfondo di un ambiente 3D più semplice.

Tutto è in stile monocromatico, il che accentua l’atmosfera noir. In questo mondo raccontare una storia allegra è difficile; invece il gioco immerge nel mondo cupo della criminalità e dei conflitti tra topi‑cacciatori.

Trama
Il protagonista è il detective privato Jack Pepper, controllato dal giocatore. Ricorda Max Payne: commenta gli eventi con voce stanca. Troy Baker aggiunge contrasto – la sua tonalità e intonazione si combinano bene con lo stile grafico “rubber‑hose”, creando un equilibrio tra dramma noir e umorismo cartone.
Jack raccoglie formaggi invece di kit di pronto soccorso, e nei dialoghi usa spesso il termine “formaggione”. I contrabbandieri sono chiamati “formaggisti”, e l’aroma dei sigari è sostituito dall’odore della gauda. Il gioco è pieno di giochi di parole e riferimenti alla cultura pop: una versione da topo di Indiana Jones, una “American Gothic” ridisegnata con topi al posto degli umani.

Valutazione
La trama è coinvolgente, ma può leggermente svanire dopo una settimana. Tuttavia, ogni nuovo personaggio è unico, e i vecchi giornali svelano dettagli della vita a Mouseburg. La campagna dura circa 15 ore e non sembra mai monotona grazie alla varietà di riferimenti e umorismo.

Conclusione: Mouse : P.I. For Hire è un vivace mix di noir, sparatutto e animazione classica con dialoghi originali e gameplay interessante. I requisiti tecnici non sono troppo elevati, quindi il gioco è accessibile a un vasto pubblico.

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